Design sostenibile nel contract: trend o realtà?

Già da diversi anni, il tema della sostenibilità nel settore dell’arredo contract è diventato centrale. Per hotel, ristoranti, studi di progettazione e investitori hospitality infatti rappresenta sempre più un criterio per la selezione di fornitori e prodotti.  Tuttavia, quando si parla di tavoli, sedute e complementi destinati ad un utilizzo professionale intensivo, oggi è impensabile limitare il concetto di sostenibilità alla sola scelta dei materiali.  Progettare un arredo sostenibile significa infatti considerare l'intero ciclo di vita del prodotto (Life cycle thinking), interrogarsi sulla sua durata, sulla possibilità di essere riparato, aggiornato, disassemblato e riciclato, affinché il prodotto rimanga in uso il più a lungo possibile. Questa evoluzione non è soltanto una tendenza di mercato, ma riflette un preciso orientamento normativo europeo che sta ridefinendo il modo di progettare e produrre beni destinati al mercato.

Vediamo che cosa si intende per design sostenibile e quali sono i principali aspetti da considerare nel mondo dell’arredo contract.

Cosa si intende per design sostenibile?

Il design sostenibile è un approccio progettuale che integra criteri ambientali, sociali ed economici in ogni fase del ciclo di vita di un prodotto, dalla scelta delle materie prime fino alla produzione, all’uso, al riuso e allo smaltimento finale. Applicato all’arredamento contract, il design è sostenibile quando è in grado di ridurre l’impatto ambientale, promuovere l’efficienza delle risorse, garantire condizioni etiche lungo la filiera, allungando la vita utile dei beni, in coerenza con i principi dell’economia circolare.

Che differenza c’è tra design sostenibile e ecodesign?

Spesso i termini design sostenibile e ecodesign vengono utilizzati come sinonimi, ma non sono identici:

Ecodesign (o eco-design): approccio focalizzato principalmente sugli aspetti ambientali. Secondo la Norma ISO 14006:2020, l’ecodesign è un “approccio sistematico che considera gli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali negativi durante l’intero ciclo di vita di un prodotto attraverso criteri tecnici misurabili”.

Design sostenibile: concetto più ampio, che oltre all’ambiente include equità sociale, sviluppo locale, diritti umani, commercio equo e sostenibilità economica.

Design sostenibile ed economia circolare: qual è il legame? 

La nascita e diffusione del concetto di design sostenibile si inserisce nell’ambito di un cambiamento sociale e culturale. La presa di coscienza della necessità di superare il modello di economia lineare, basato sul continuo consumo di materie prime e una produzione costante di rifiuti, ha infatti portato allo sviluppo ad un nuovo modello di economia circolare, basato sul mantenimento del valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile. L'obiettivo non è semplicemente riciclare, ma evitare che un prodotto diventi un rifiuto prima del necessario. Per questo motivo la progettazione assume un ruolo determinante: un prodotto durevole, riparabile e facilmente recuperabile rappresenta già di per sé una scelta sostenibile.

Cosa prevede il nuovo Regolamento Ecodesign ESPR?

Uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni è rappresentato dall’introduzione del Regolamento (UE) 2024/1781, noto come Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR). Questo regolamento estende i principi dell'ecodesign a un numero sempre maggiore di categorie di prodotti, con l'obiettivo di migliorarne le prestazioni ambientali e favorire la transizione verso un'economia circolare. Tra gli aspetti che il regolamento prende in considerazione figurano:

  • durabilità del prodotto;
  • affidabilità;
  • possibilità di riparazione;
  • facilità di manutenzione;
  • aggiornabilità;
  • possibilità di ricondizionamento;
  • disassemblaggio;
  • riciclabilità;
  • presenza di materiali riciclati;
  • riduzione dell'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita.

Quello introdotto dal Regolamento Ecodesign è un cambio di prospettiva importante: la sostenibilità non viene più valutata esclusivamente in base al materiale utilizzato, ma considerando l'intero progetto.

Perché il Regolamento ESPR è importante anche per l'arredo contract?

L'introduzione della normativa sul design sostenibile anticipa una direzione ormai chiara del mercato europeo: progettare prodotti destinati a durare più a lungo, più facili da mantenere e meno impattanti sotto il profilo ambientale. Per architetti, interior designer e operatori hospitality significa poter valutare gli arredi non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche considerando il loro ciclo di vita e la loro capacità di conservare valore nel tempo.

Quali sono i principi dell'ecodesign?

L’adozione della filosofia del design sostenibile si traduce in una serie di principi progettuali condivisi a livello internazionale, provenienti da framework proposti da autori e istituzioni diverse:

  • Progettare per durare. La durata rappresenta uno dei principali indicatori di sostenibilità un prodotto. Un arredo che mantiene nel tempo funzionalità, sicurezza e qualità estetica riduce la necessità di nuove produzioni e limita il consumo di risorse.
  • Progettare per la manutenzione. La possibilità di effettuare interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria consente di prolungare sensibilmente la vita utile del prodotto.
  • Progettare per la riparazione. Quando un componente si danneggia, dovrebbe essere possibile sostituirlo senza dover eliminare l'intero arredo. Questo principio è oggi al centro del dibattito europeo sul cosiddetto Right to Repair, il diritto alla riparazione.
  • Progettare per il disassemblaggio. I prodotti dovrebbero poter essere smontati facilmente, così da agevolare manutenzione, sostituzione dei componenti e recupero dei materiali a fine vita.
  • Progettare pensando al riciclo. Ridurre il numero di materiali, facilitarne la separazione e privilegiare componenti riciclabili permette di migliorare l'efficienza delle filiere di recupero.

Perché la durata è il primo requisito della sostenibilità?

Quando si parla di sostenibilità, il primo pensiero va spesso ai materiali riciclati. In realtà, secondo i principi dell'ecodesign, il prodotto più sostenibile è spesso quello che non deve essere sostituito. Una sedia progettata per durare vent'anni genera generalmente un impatto ambientale inferiore rispetto a due o tre sedute economiche destinate a essere sostituite nello stesso periodo. Questo principio assume un valore ancora maggiore nel settore contract, dove gli arredi vengono utilizzati quotidianamente da centinaia di persone. Per hotel, ristoranti e spazi hospitality, investire in prodotti durevoli significa ridurre nel tempo non solo l'impatto ambientale, ma anche i costi legati a sostituzioni, manutenzioni straordinarie e gestione operativa.

La durabilità è davvero un criterio di sostenibilità?

Sì. La stessa strategia europea per l'economia circolare considera l'allungamento della vita utile dei prodotti uno degli strumenti più efficaci per ridurre il consumo di risorse naturali e la produzione di rifiuti.

Cosa significa Design for Disassembly?

Uno dei principi cardine dell'ecodesign è il Design for Disassembly (DfD), ovvero la progettazione finalizzata a rendere un prodotto facilmente smontabile e disasseblabile al termine del suo ciclo di vita. L'obiettivo non è soltanto agevolarne il riciclo, ma anche semplificare tutte le operazioni che possono prolungarne l'utilizzo: manutenzione, sostituzione dei componenti, riparazione, aggiornamento o ricondizionamento. Nel settore contract questo approccio assume un valore strategico, perché tavoli e sedute sono sottoposti a un utilizzo quotidiano intensivo e possono richiedere interventi puntuali nel corso degli anni.

Perché riparare è più sostenibile che sostituire?

Uno dei concetti più importanti introdotti dalle politiche europee sull'economia circolare è che la sostenibilità non coincide necessariamente con il riciclo. La prevenzione dei rifiuti, ovvero la capacità di mantenere il prodotto in uso il più a lungo possibile è infatti una best practices. Questo principio è chiaramente espresso nella gerarchia dei rifiuti introdotta dalla Direttiva 2008/98/CE e successivamente aggiornata dalla Direttiva (UE) 2018/851, che stabilisce un ordine di priorità: prevenzione;  preparazione per il riutilizzo; riciclo; recupero; smaltimento. In altre parole, riparare un prodotto è generalmente preferibile rispetto a sostituirlo, perché evita la produzione di nuovi beni e riduce il consumo di risorse. Nel settore hospitality questo significa che la disponibilità di componenti sostitutivi e la possibilità di intervenire su un arredo rappresentano un elemento concreto di sostenibilità, oltre che un vantaggio economico.

Il servizio post-vendita è parte integrante della sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità, non è solo il prodotto ma anche il servizio offerto dal produttore che contribuisce ad allungarne il ciclo di vita. Un servizio post-vendita efficiente consente di ridurre i tempi di fermo, limitare le sostituzioni complete e prolungare la vita utile degli arredi, con benefici sia economici sia ambientali. Per hotel, ristoranti e studi di progettazione, poter contare su un partner che segue il prodotto anche dopo l'installazione significa preservare il valore dell'investimento nel tempo.

Quali materiali sono più sostenibili per l'arredo contract?

La riciclabilità dei materiali rimane uno degli aspetti fondamentali dell'ecodesign, ma deve essere considerata come parte di una strategia più ampia. Nel settore dell'arredo contract trovano largo impiego materiali come acciaio, alluminio, legno, laminati e rivestimenti tessili. Tra questi, l'acciaio e l’acciaio inox rivestono un ruolo particolarmente importante. Possono infatti essere recuperati e riciclati più volte senza perdere le proprie caratteristiche meccaniche, contribuendo alla riduzione dell'impiego di nuove materie prime. Naturalmente, la possibilità di riciclare efficacemente un prodotto dipende anche dal modo in cui è stato progettato. Un arredo facilmente disassemblabile consente infatti di separare correttamente i diversi materiali, migliorando l'efficienza delle operazioni di recupero.

Life Cycle Assessment: valutare l'impatto lungo tutto il ciclo di vita

Un altro concetto sempre più utilizzato nel mondo della progettazione sostenibile è il Life Cycle Assessment (LCA). Si tratta di una metodologia standardizzata dalle norme ISO 14040 e ISO 14044, che permette di valutare gli impatti ambientali di un prodotto considerando tutte le fasi del suo ciclo di vita. L'approccio LCA conferma un principio fondamentale dell'ecodesign: la sostenibilità non dipende da un singolo materiale o da una singola caratteristica, ma dall'equilibrio complessivo tra progettazione, produzione, utilizzo, manutenzione e fine vita. Per questo motivo, anche nel settore contract si parla sempre più spesso di Life Cycle Thinking, ovvero progettare pensando all'intera vita del prodotto.

Il ruolo di architetti e progettisti nell'arredo contract sostenibile

La sostenibilità di uno spazio hospitality non dipende esclusivamente dal produttore. Architetti, interior designer e progettisti svolgono un ruolo decisivo nella selezione degli arredi e nella definizione delle specifiche di progetto. Scegliere prodotti durevoli, facilmente riparabili e realizzati con materiali riciclabili significa contribuire concretamente alla riduzione dell'impatto ambientale dell'intervento. In un settore come quello contract, dove gli arredi sono destinati a rimanere in servizio per molti anni, ogni scelta progettuale produce effetti che vanno ben oltre il momento dell'installazione.

La Green Philosophy di Corbetta Salvatore: la sostenibilità come metodo progettuale

Nelle collezioni Corbetta Salvatore la sostenibilità non rappresenta un obiettivo da raggiungere, ma un principio che accompagna ogni fase del processo produttivo, dalla progettazione alla realizzazione degli arredi contract.

Questa visione si traduce innanzitutto nello sviluppo di prodotti progettati per durare nel tempo, facilmente assemblabili e, dove tecnicamente possibile, disassemblabili, favorendo così la manutenzione, l'eventuale sostituzione dei componenti usurati e il recupero dei materiali al termine del ciclo di vita, in linea con i principi dell'ecodesign e dell'economia circolare.

La stessa attenzione viene riservata alla scelta dei materiali: acciaio, acciaio inox, alluminio, tecnopolimeri ad alta riciclabilità, legno proveniente da fonti certificate e materiali conformi alla normativa europea vengono selezionati con l'obiettivo di coniugare qualità, durabilità e riduzione dell'impatto ambientale. Durante la produzione, gli scarti vengono raccolti e affidati a filiere specializzate per il corretto recupero e riciclo, mentre gli impianti e i processi vengono costantemente aggiornati per ottimizzare il consumo di risorse e contenere le emissioni.

Anche gli aspetti meno visibili contribuiscono a questa filosofia: imballaggi realizzati con materiali riciclati e progettati per ridurre volumi e impatto dei trasporti, formazione continua del personale sui temi ambientali e una gestione attenta di ogni fase del processo produttivo. 

Scegliere le collezioni Corbetta Salvatore significa affidarsi a un partner che interpreta la sostenibilità come qualità progettuale, durabilità, attenzione alle risorse e responsabilità nei confronti dell'ambiente. Una filosofia che si traduce in arredi contract pensati per durare nel tempo, contribuendo a costruire progetti più solidi, più efficienti e più consapevoli.

Scopri di più sulla Green Philosophy Corbetta Salvatore.